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La cura delle anime (CTP 8)

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8. La cura delle anime E' l’azione pastorale che i “ministri di Cristo”  svolgono per ufficio e mandato della Chiesa al fine di comunicare alle anime i frutti della redenzione per la loro salvezza e santificazione, a gloria di Dio.  Ha una immensa dignità come immenso e incalcolabile è il valore dell’anima individuale e dei beni celesti che si portano alle anime. Chi si dedica ad essa si rende strumento della misericordia di Dio per produrre nell’uomo il Regno di Dio e anche contribuisce all’instaurarsi nel mondo di una vera civiltà.  Ha un carattere di universalità in quanto nessun anima è esclusa dalla carità pastorale, tuttavia il pastore d’anime deve occuparsi soprattutto della porzione di gregge affidatogli, compresi i “lontani” (non praticanti, atei, acattolici).  L’ufficio della cura d’anime si dispiega nel triplice campo d’azione corrispondente ai tre uffici del Redentore:  Maestro (Parola di Dio),  Sacerdote (sacramenti), Re (legge di Cristo, ...

Il senso dell’apostolato e dell’evangelizzazione (CTP 7)

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7. Il senso dell’apostolato e dell’evangelizzazione E’ portare Cristo e il Suo Vangelo, “colui che il Padre ha mandato”, secondo il mandato di Cristo stesso agli Apostoli (apostellein = mandare) “ andate e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto quanto vi ho comandato ” (Mt 28, 19-20).  La Chiesa è apostolica in quanto perpetua nei secoli la missione salvifica degli Apostoli di portare a tutti gli uomini Cristo Salvatore.  In pratica si tratta di preparare le genti a credere e obbedire al Vangelo a cominciare dal primo annunzio del kerigma seguito dalla formazione catechetica e poi le altre forme di apostolato , a partire dalla testimonianza luminosa di una vita santa.  Occorre la preghiera e la carità che è l’anima, la legge e il fine di ogni apostolato (è la carità che muove, attrae e salva), dalla quale viene anche il coraggio dell’annunzio: “ non mi vergogno del Vangelo: è...

La triplice funzione della gerarchia e del sacerdozio (CTP 6)

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6. La triplice funzione della gerarchia e del sacerdozio Il sacramento dell’ordine – istituito per il servizio ministeriale - configura in modo speciale i ministri sacri al divino Pastore: Cristo (capo, maestro e sacerdote) e conferisce loro il triplice sacro potere per il sacro ministero, che si esplica nelle tre corrispondenti funzioni, proprie della gerarchia:  1) munus docendi per conservare, crescere, ammaestrare nella verità della fede, nonché difendere la fede smascherando ed estirpando gli errori ed eresie;  2) munus sanctificandi : mediante i sacramenti, mezzi primari e privilegiati della grazia, sui quali la Chiesa è fondata e per mezzo dei quali Essa genera, incorpora e assimila a Dio in Cristo le membra del Corpo mistico, che sono le anime dei fedeli; 3) munus regendi : per ben governare nella giustizia e carità il gregge dei fedeli, con l’autorità e la carità di Cristo capo e pastore quali suoi rappresentanti.  Sommario del Compendio di Teologia Pastor...

Il ruolo della Chiesa nell’economia della salvezza (CTP 5)

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5. Il ruolo della Chiesa nell’economia della salvezza L a Chiesa fondata da Cristo è per volontà di Dio l’istituzione divina della salvezza, l’organismo vivente dove e attraverso il quale si attua la trasmissione della verità e della grazia salvifica.  “ Extra ecclesia nulla salus ”: la salvezza non si compie se non entro il mistero della mediazione della Chiesa, anche se non necessariamente entro i suoi confini visibili. La Chiesa ha una duplice dimension e:  a) una invisibile, trascendente, soprannaturale, costituita dallo Spirito Santo e la mistica incorporazione a Cristo mediante la grazia, principio che ne fa una realtà Divina - Una - Santa e santificatrice;  b) una visibile, per cui è la “ congregatio fidelium Christi ” costituita come società visibile a modo di comunione gerarchica, con pari dignità dei fedeli in quanto figli di Dio e membra di Cristo ma diversità di poteri e funzioni per il ministero.  L’azione salvifica della Chiesa (in ordine alla r...

Il fine della teologia pastorale: “la salvezza delle anime” (CTP 4)

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 4. Il fine della teologia pastorale: “la salvezza delle anime” Questa salvezza a cui ogni uomo è chiamato e a cui anela il suo cuore è pienezza di beatitudine e vita eterna nella comunione di conoscenza e amore con Dio, ed è un dono soprannaturale di Dio  che deve essere accolto dall’uomo secondo la sua natura razionale e libera.  Fin dal principio della creazione, dopo il peccato originale (cfr. Gn 3,15) e in seguito per mezzo di molti profeti Dio ha rivelato il piano di salvezza da lui stabilito , incentrato nella figura e opera del messia Figlio di Dio, Salvatore e Re dell’umanità. Gesù Cristo è il Salvatore che ha operato la redenzione oggettiva : offrendo al Padre la sua vita sulla Croce in nostro favore ha meritato per l’umanità intera il tesoro di grazia salvifica e solo per mezzo di Lui gli uomini possono essere salvati “non vi è altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” .  La redenzione soggettiva ovvero ...

Breve storia della teologia pastorale (CTP 3)

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3. Breve storia della teologia pastorale A) Anticamente come disciplina teologica non era distinta dalle altre parti della scienza sacra (specie morale, spirituale e sacramentaria) ma non mancarono importanti trattati come la “Regola pastorale ” di San Gregorio Magno e nel periodo post-tridentino l’ “ Enchiridion theologiae pastorali set doctrine necessarie sacerdoti bus curam animarum administrantibus ” del Vescovo Pietro Binsfeld (1591), il “ Manuale parochorum ” di Ludwing Engel (1661) e il manuale “ Pastor bonus ” di Johannes Opsraet (1698).  B) La nascita della T.P. come disciplina distinta risale al 1774-77, quando fu inserita nell’elenco delle discipline teologiche nell’ambito della riforma degli studi teologici voluta dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria.  Si avvicendano poi diverse impostazioni e sviluppi della teologia pastorale: IMPOSTAZIONE CLERICALE: L’abate benedettino Stefano Rauteurstrauct , autore del primo piano di studi, intese la t.p. come “ insegnament...

Metodo e divisione della Teologia Pastorale (CTP 2)

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2. Metodo e divisione della Teologia Pastorale I l metodo di questa scienza deve essere insieme:  1) teologico-deduttivo : per dedurre dai principi della divina Rivelazione le conclusioni in ordine alla direzione dell’attività pastorale;  2) antropologico-induttivo : per la conoscenza dell’uomo, società, culture, religioni e circostanze varie in cui si trova l’uomo concreto da raggiungere, salvare e condurre.  Essa si divide in :   A) T.P. fondamentale (il piano divino della salvezza, Cristo - la Chiesa - i mezzi della salvezza, il pastore, il gregge dei fedeli, il rapporto con la comunità civile).    B) T.P. speciale (1. Didattica; 2. Sacramentaria; 3. Odegetica).  Si possono anche distinguere d iversi ambiti della azione pastorale :  T.P. ordinaria (nell’ambito della Chiesa già stabilita);  T.P. missionaria (nell’ambito delle regioni non ancora cristiane, dove occorre annunziare la verità salvifica e impiantare la chiesa); T.P. d...